Caterina Autiero: “Di più, niente”

Le grandi aspettative sono il preludio delle grandi DELUSIONI“.
(Cecilia Dart-Thornton)

 

19959199_134437617163503_626712932484623727_n.jpg

Ma anche dei successi, aggiungerei io, se si gestisce egregiamente lo sconforto di un incontro non proprio idilliaco in un campo di allenamento…

Ma andiamo con ordine.

C’è chi si avventura sulla strada juventina rincorrendo un ipotetico ex calciatore in sleep-on di velluto, coinvolto in un omicidio (questa sono io).

E c’è, invece, chi ci arriva dopo una cocente delusione.

E questa è Caterina Autiero, insegnante di Lettere ma soprattutto giornalista sportiva con un passato nella redazione di “Sky Sport 24” e un presente come caporedattrice del sito “Gol di tacco a spillo” e co-conduttrice del canale televisivo “Top Planet”.

Ero una bimba e all’epoca vivevo a Napoli, la mia città d’origine  – mi racconta durante il nostro incontro a Torino, dove si è trasferita alcuni anni fa – tutta la mia famiglia era tifosa del Napoli e un giorno che la squadra si stava allenando sono andata ad incontrare Maradona, insieme ad altri bambini. Il fatto di essere stati praticamente snobbati dal grande campione mi ha segnata indelebilmente.

A quei tempi ero già appassionata di calcio in genere; facevo la collezione delle figurine Panini, seguivo trasmissioni come “90° Minuto” e la Juve era li, con i suoi successi, la sua storia, la sua maglia, il suo modo di esultare.

Poi il fatto che a Napoli il motto fosse “tutto meno che la Juventus” mi ha esaltata ancora di più.

Per tutti questi motivi è nato il mio amore per la Signora; ho contagiato anche la mia famiglia, a parte lo zoccolo duro, papà. Sin da ragazzina venivo ogni tanto a Torino a seguire le partite allo stadio ed invidiavo tremendamente i torinesi che vivevano nella città dei miei campioni…”.

Città nella quale, dopo anni di gavetta nelle tv regionali campane, è arrivata in pianta stabile alla fin fine, proprio per occuparsi della Juventus.

In particolare, parlando di campioni, si illumina quando cito il suo mito calcistico,  Alex Del Piero; e mi racconta, ancora emozionata nonostante gli anni passati, un episodio significativo: “Da adolescente tenevo una sorta di diario dedicato ad Alex. Annotavo li tutte le sere un pensiero per lui. Arriva la partita di Campionato Napoli-Juventus. Raccolgo tutta la raccolta e scoprendo dove la Juventus alloggia, mi piazzo sotto l’hotel, ribadendo a casa che non sarei tornata prima di aver compiuto la missione di incontrare Del Piero.

Alla fine ero rimasta solo più io sotto l’hotel e il direttore, impietosito, mi manda a casa promettendomi che il mattino successivo mi avrebbe permesso di entrare per qualche minuto. 

Il giorno dopo entro e ad ogni passo un  volto noto; nella Hall Moggi e Bettega, nell’ascensore il medico sociale. Nella sala colazione la squadra al gran completo con Lippi al primo tavolo e lui, Del Piero, in fondo alla sala con Zidane e Ferrara.

Alla fine gli consegno la mia raccolta, tra l’altro era il suo compleanno, mi fa un autografo e riesco persino a sfiorarlo”. 

E’ come se anche io fossi stata li con lei, catapultata al 9 novembre del 1997, tanto è vivo, coinvolgente e divertente il suo racconto.

Anche la conseguente… reliquia mantenuta intonsa non è male.

La biro dell’autografo la conservo sigillata ancora oggi...”. A memoria imperitura.

Ma perché Del Piero?

Per me è il simbolo dell’umiltà, del sacrificio, della disciplina, della semplicità. Quando ha dato l’addio al calcio giocato ha scritto una lettera ai tifosi ribadendo che “Di più, niente”, frase che riassume bene la sua filosofia”. 

Una filosofia che, volendo riassumere, è condensata nel saper fare squadra, nel sentirsi parte di un gruppo e nel lavorare per raggiungere insieme un obiettivo comune.

Nel sentirsi, forse, prima che professionisti del pallone dei veri appassionati di calcio.

Parlando di tifo, Caterina ha l’abbonamento allo stadio e difficilmente salta una partita: “Sono in Curva Sud, la prima volta che sono andata allo Juventus Stadium ho conosciuto un gruppo di tifosi che sono diventati una sorta di seconda famiglia. 

Il tifo in Curva mi permette di avere accanto sempre persone nuove, con storie e provenienze diverse: penso ad esempio ad un ragazzo ungherese che, accompagnando un amico a vedere la Juve, si è appassionato pure lui…”.

Le chiedo quale sia stata la sua partita del cuore e quale quella da dimenticare…

Indimenticabile la Coppa Intercontinentale del 1996 giocata contro il River Plate, segnò del Piero e vincemmo 1 a 0; avevo in classe uno juventino come me e seguimmo la partita in pay-tv. Tra le delusioni, a parte la recente di Cardiff, sicuramente la sconfitta che abbiamo subito a Napoli durante la partita di Campionato nel 2010. Finita 3 a 1, giocammo malissimo…”.

Mi confronto con Caterina sul fatto che per me quello di quest’estate è il primo calcio mercato e sono piuttosto in difficoltà nel seguirne le vicende: “E’ uno show – mi dice – sballottano i tifosi tra nomi e sogni, tutto è esasperato ed esagerato. Meglio un tempo che le trattative non si sapevano in anticipo…“.

Meglio si, penso, per la mia sanità mentale e per l’altrui serenità.

Nel corso della sua carriera, Caterina ha incontrato ed intervistato diversi top-players,  da Claudio Marchisio a Fabio Grosso, fotografato con lei in questo scatto.

20156066_10212035770683812_9223053887632535955_n-e1500225809175.jpg

Ma ha anche intervistato future stelle del Campionato, transitate dalle Serie Minori alla A: “Ad esempio Giuseppe Vives, che dal Giugliano è arrivato prima al Lecce e poi al Torino“.

Del resto la gavetta, l’impegno e la caparbietà sono prerogative indispensabili, per chiunque, per non deludere le proprie aspettative.

E tutto torna.

 

 

 

 

 

 

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...