Di varie ed eventuali: da Riccione al Gol… di tacco.

Non vi è vita più bella dell’uomo senza pensieri; la spensieratezza è un male davvero indolore
(Sofocle)

 

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Negli ultimi giorni sono stata poco produttiva con il mio blog e faccio il mea culpa.

Dalla prossima settimana riprenderò a pieno ritmo dopo la pausa vacanze che mi sono concessa e dalla quale sono rientrata ancora una volta stregata dalla Riviera Romagnola.
Sarà l’euforia del mare, che ti fa credere che la vita sia leggerezza imperitura, relax e sole, nessun pensiero; fatto sta che di Riccione sono veramente innamorata, di questa città brulicante di turisti sospinti la sera in viale Ceccarini, russi griffati in ogni dove, nostalgici seduttori locali fermi agli anni ’80, donne spumeggianti ed estrose in un scintillio di strass, lamè, frange (e mi sono adeguata volentieri anche io…).

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Forse è questo il segreto dell’esistenza.

Vestirsi (in ogni senso, anche metaforicamente) di spensieratezza.

Riccione è l’affabilita’ dei suoi abitanti: coinvolgente, coinvolgenti.
Senza troppe paranoie perché in fondo la vita è breve e va vissuta allegramente.

 

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E quei bomboloni grondanti di zucchero e crema, conturbanti paradigmi di tentazione per il palato come per gli occhi certi tramonti sul mare sabbioso; la gente che balla libera in una piazzetta tra una polka e un ballo latino; e le piadine che in alcune spiagge insegnano a fare cotte sulle piastre in un profumo celestiale che si spande tra gli ombrelloni e sovrasta quello delle creme solari.

Un inno alla gioia in una città che pare sussurare “Nessun Dorma” perché sembra non dormire mai. 

Perdonatemi il fuori tema ma oggi va così.

In realtà anche a Riccione il calcio è stato protagonista.

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Vuoi per la rassegna stampa del mattino al leggendario Bagno 117 Alba d’Oro, vuoi per la diatriba con mio figlio Matteo che, con l’inganno, mentre io misuravo ed acquistavo la nuova seconda maglia juventina, ha corrotto la commessa del negozio sportivo di viale Dante e si è presentato in un total look Granata con il quale se n’è andato orgogliosamente a zonzo per le vie del centro.

 

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Vuoi per le tracce di juventinità in spiaggia e per i commenti sul calcio mercato al bar del Bagno.

Ma vuoi anche per un pò di sfacciataggine.
Una sera apro Instagram e trovo la diretta JUVENTUS dagli Stati Uniti.
Mi lascio andare ad un commento entusiasta in merito (con Matteo che invece mi fa “buu”).
I miei vicini di tavolo, una coppia sulla settantina, mi chiedono: “Ma segue la Juventus?” (se qualcuno di voi ha un’idea del perché la cosa sembri così strana a tutti, vi ascolto…)
Naturalmente rispondo di si e si apre un portone.
Il signore mi fa vedere sul cellulare una serie di foto di lui allo stadio in perfetta tenuta juventina… ma soprattutto il nipotino di pochi mesi immortalato mentre dorme e casualmente “fa la mossa di Dybala quando segna”.

Il ghiaccio è rotto ed io racconto del blog.


E lui chiama al telefono il figlio, introduce la faccenda dicendo : “Cerca tu che io gna faccio… nun so bono col cellulare...”

Poi me lo passa, io sciorino tutti i dettagli necessari per la ricerca. 


Quando ritorno a concentrarmi sulla cena mi dico che un po’ di sana autopromozione fa sempre bene.

E sorrido all’idea che i signori in questione non avranno avuti dubbi sul motivo per il quale il mio blog si chiama silvianelpallone…
“Ma di dove siete voi?” chiedo tra l’altro dopo aver parlato con il figlio che pareva Alberto Sordi…
“De Roma. Gnente se sente?”

 

Sorvoliamo.

Ma la notizia più eclatante di questi giorni in cui non ho aggiornato il blog l’ho lasciata per ultima, così per chiudere ad effetto…

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Oggi è stato pubblicato il mio primo pezzo per il sito tutto al femminile Golditaccoaspillo.it.
Dire che sono onorata di essere stata reclutata tra le fila delle loro redattrici è dire poco.
Il  pezzo tratta della leggendaria maglia numero 10 della Juventus, che non trova pace da quando il Pinturicchio ha lasciato la Vecchia Signora.
Giovanni Ferrari, Omar Sivori, John Hansen e Luis del Sol sono soltanto alcuni dei grandi nomi che ho approfondito mentre mi documentavo per l’articolo, con le loro  grandi storie  che hanno arricchito il mio bagaglio juventino, fermo a Platini, Baggio e Del Piero.

Molto umilmente chiedo scusa della mia défaillance bianconera.

La strada è (ancora) lunga ed inesauribile ma proprio per questo ancora più piacevole.

6 pensieri riguardo “Di varie ed eventuali: da Riccione al Gol… di tacco.

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