“Tu SEI leggenda…”: dal mio primo campionato al libro di Roberto Savino

La testa è tutto, così come le gambe. Poi c’è lo spirito, la voglia di superare ogni ostacolo, di ricacciare in gola critiche spietate (…)”.

(Roberto Savino)

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E sono sei“.

Lo scorso 21 maggio me la ricordo bene ed indelebilmente anche io.

Da neofita juventina, ovviamente.

Un pò spaesata dagli eventi sbalorditivi della stagione, soprattutto alla prese con un risultato eclatante da gestire: la vittoria contro il Crotone che ci ha consegnato il sesto scudetto consecutivo.

Un’impresa mai riuscita nel Bel Paese calcistico.

Nessuna squadra italiana prima del ciclo Agnelli, Marotta, Conte, Allegri, è arrivata  così in alto.

Neppure le squadre fortissime dei gloriosi anni ’30-’60 del secolo scorso, neppure la Juventus di quei tempi che si era però avvicinata tagliando il traguardo dei 5 scudetti di seguito (dalla stagione ’30-’31 alla ’34-’35) con protagonisti calciatori del calibro di Giovanni Ferrari e Felice Borel.

Quel 21 maggio, di fronte alla mia squadra che vince a ripetizione dalla stagione 2011/12, ho orgogliosamente attribuito dei meriti; all’organizzazione; agli allenatori; ma soprattutto ai fuoriclasse in campo, meritevoli non solo di essere dotati tecnicamente ma anche di avere uno spirito vincente e la necessaria convinzione.

La Juventus senza ombra di dubbio è diventata una leggenda (ma forse già lo era per molti aspetti…), una leggenda che tra pochi giorni tornerà in campo, dando il massimo come sempre.

Le attese si ingannano in molti modi, soprattutto scegliendo quello più congeniale a mantenere vivo il giusto grado di… attesa.

Per me è la lettura.

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Le emozioni di quel Campionato concluso tra i fasti, il mio primo Campionato tra l’altro, mi hanno di nuovo travolta leggendo “Tu SEI leggenda”, l’ultimo libro di Roberto Savino, noto avvocato di Bari con all’attivo diversi titoli dedicati alla Juventus.

Una sorta di enciclopedia sull’annata trascorsa della Vecchia Signora che non tralascia nessun dettaglio, corredata di foto incisive ed esclusive (di Francesco di Leonforte) e di un’appendice dedicata ai tabellini e alle schede dei calciatori. Il volume è disponibile solo su http://robertosavino.com

Ma soprattutto, almeno per me, un testo che è un’analisi lucida ed emozionale al tempo stesso dei protagonisti in campo.

E così rimango ancora una volta stregata dalle gesta di Mario Mandzukic, definito in certe sue prove calcistiche “impressionante anche all’occhio di un profano“; o ancora “emblema di questa Juve che scala sfrontata ogni montagna” e dotato di “sostanza in quantità industriale“. Mi scappa di nuovo una standing ovation per il croato.

Resto di nuovo affascinata dal fenomenale Gonzalo Higuain, poeticamente descritto da Savino nella terza giornata di Campionato (Juventus-Sassuolo 3 a 1) mentre “aspetta il dolce cuoio come se fosse un incontro galante, per poi sfoggiare una meravigliosa girata al volo, con la gamba destra su in cielo a disegnare un arcobaleno e la mancina ben piantata sul terreno prima di slanciarsi come una fionda per dar forza all’altra“.

Mi pare di sentire le note di Piazzolla in sottofondo mentre leggo di Paulo Dybala che come un tanghero consumato “non pensa football, lo sente direttamente in un animo che si specchia nelle sue movenze. (…) Quando parte non puoi prevedere dove arriverà, perché la risposta non la sa neppure lui, che si affida istintivamente all’arma dell’improvvisazione, con l’obiettivo di far ballare la sfera e ballare per lei…“.

E la fierezza dell’amore per il proprio capitano Gigi Buffon, il cui ruolo non è solo quello di respingere la palla avversaria ma piuttosto “saper guidare i compagni di difesa, spronarli alle spalle come un coach di pugilato, attirarsi le responsabilità di un errore per non sfiduciarli, oppure redarguirli al momento giusto per caricarli“.

Istantanee di una stagione esemplare e fantastica che è riuscita a rapirmi definitivamente.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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