VITTORIO, IL DIVULGATORE DEL CALCIO ITALIANO (OLTRE OCEANO)

La poesia è il salvagente cui mi aggrappo quando tutto sembra svanire

(K. Gibran)

* 1965 - Vittorio Fioravanti a   Stoccarda .jpg

(Vittorio negli anni ’60)

 

Quando un amico comune mi ha segnalato Vittorio Fioravanti Grasso ho subito pensato che il calcio è un mezzo formidabile anche per conoscere una persona decisamente unica.

Non solo perché in Vittorio alberga la Musa della Poesia (da sempre scrive versi sublimi premiati e menzionati dalla critica) ma anche per la caparbietà e la coerenza con cui continua a lottare, nella terra venezuelana martoriata dalla dittatura, per proteggere la sua casa e le sue memorie.

Nato a Taranto nel 1936, suo padre, Ufficiale dell’Aeronautica, continuamente trasferito, ha fatto si che Vittorio fosse, non solo in senso fisico, sempre in viaggio. Del resto, concedetemi la citazione di Alda Merini, “i poeti non si possono prendere perché vi scapperano tra le dita“, dunque ben venga il peregrinare perpetuo anche e soprattutto della mente.

Vittorio è uno juventino, da sempre.

* 2017 - Brindisi al sesto scudetto   consecutivo della Juve .jpg

Eccolo qui mentre brinda al sesto scudetto.

 

* 1984 - VF accanto a Scirea con la   Juve e il CIV .jpg

E qui, nei primi anni ‘Ottanta, accanto a Scirea, incontrato con la Juventus durante un allenamento della squadra.

Carletto Parola è stato il suo primo idolo, a seguire il leggendario Giampiero Boniperti fino ad Alessandro Del Piero e Gigi Buffon.

La mia juventinità – mi spiega –  è nata nel 1946, dopo la fine della guerra, mentre io,  in un collegio salesiano a Cantù, stavo aspettando che i miei genitori cercassero di riottenere e rimettere in ordine il nostro appartamento abbandonato a La Spezia. Iniziai a giocare al pallone con gli altri ragazzi e con mio fratello Romano, e a parlare di squadre e di giocatori. In Brianza erano tutti milanisti, interisti o tifosi dell’Atalanta. Ed io per spirito di contraddizione, o meglio per desiderio d’indipendenza e di libertà, scelsi inmediatamente d’essere juventino. Scelta che mi ha accompagnato durante tutto il peregrinare che è stata la mia vita, sin qui a Caracas”.

Ed è proprio a Caracas che Vittorio ha un’intuizione… calcistica.

Ma andiamo con ordine.

Quando nel ’66 arrivai a Caracas m’accorsi che il Calcio non era molto popolare, si trattava più che altro d’una passione domenicale delle differenti colonie europee: la spagnola, la portoghese, l’italiana… Il Mondiale d’Inghilterra dovetti seguirlo cercando disperatamente lontane stazioni radiofoniche.

La TV lo ignorava e sui giornali parlavano soltanto di Baseball…
Nel ’68 c’ero già io in televisione, il Calcio ancora no.
C’ero come creativo grafico e direttore d’arte nel reparto promozioni, non in quello sportivo, dove il “Beisbol”, com’è chiamato qui, dominava.

Poi qualcuno in un’altra emittente cominciò ad inviare “on the air” qualche partita, incontri avvenuti mesi prima.

Con orrore mi resi conto dell’impreparazione dei cosiddetti telecronisti. Errori madornali a non finire… Più d’una volta da casa chiamavo per telefono per far notare gli equivoci”

In quegli anni Vittorio avevo fondato la squadra di calcio di Venevisión, il canale televisivo dove lavorava: “Avevo organizzato perfino dei tornei fra una ventina di imprese della capitale, emittenti avversarie incluse, come RCTV, per esempio, che aveva già trasmesso Messico ’70″. * 1974 - Juventus CIV, Campeones   Torneo Italico .jpg

(Sopra: 1974: Juventus Civ, Campeones – Torneo Italico)

“Nel ‘73 cambiai canale e finii nella Televisione di Stato, sempre come creativo e direttore d’arte nel reparto pubblicità. Nel ’76 divenni gerente di Pubblicità, e dovetti optare per la nazionalità venezuelana. Fu allora che cominciai a partecipare anche a riunioni di produzione e ad opinare sullo sport e le trasmissioni in diretta del Calcio.
Da anni compravo quasi ogni giorno la Gazzetta dello Sport ed immancabile mi facevo arrivare dall’Italia l’Almanacco Illustrato e poi anche l’Annuario del Calcio ed infine “religiosamente” il Guerin Sportivo. Ero preparatissimo insomma!”. 
“Avvenne così che ebbi occasione d’invitare a pranzo il Dr. Braun, direttore della Rai, e “Chiquitín” Ettedgui, direttore dei programmi sportivi di VTV, e di convincerli a iniziare le trasmissioni in diretta via satellite di una partita della Serie “A” Italiana, “in chiaro” per tutto il Venezuela ogni mattina della domenica, per la differenza dei fusi orari. Quella trasmissione divenne la “Santa Messa” della collettività italiana e poco a poco anche delle altre collettività, venezuelani inclusi”. 

Nel 1980 si decide così  di trasmettere in diretta l’Eurocoppa delle Nazioni disputata in Italia.

14520540_10154103193913981_328774023199270008_n.jpg

12247108_1059020377461964_284674319201683357_n.jpg

Per aumentare l’aspettativa intorno all’evento ebbi l’idea di pubblicare e distribuire in forma gratuita una piccola rivista illustrata, che chiamai “DATOS Sport – La Guida Illustrata Fioravanti”, contenente tutti i dati possibili sulle partite, le squadre, i record, i protagonisti. La direzione di VTV non volle però fare investimenti e coprire la spesa, così decisi di trovare degli annuncianti fra i miei amici italiani impresari e di stampare quarantamila copie della pubblicazione”.

Un successo:  forte di un sempre crescente appoggio pubblicitario, la rivista iniziò un brillante percorso editoriale, durato sino al 2016, anno della tragedia politica del Venezuela.

Una rivista che spesso ha avuto tiratura di bene 30.000 esemplari a numero e che si è occupata anche di Formula Uno, MotoGP, Baseball.

Oggi Vittorio, costretto a fare la guardia al proprio appartamento e con il cibo che scarseggia, continua a seguire la sua Juventus e a scrivere versi che lui stesso definisce  “sorgenti d’ispirazione per l’immaginazione” nei quali desideri e rimpianti, gioie e ricordi si rincorrono senza sosta e vanno dritti al cuore, come un traversone inarrestabile verso la porta.

 

 

One thought on “VITTORIO, IL DIVULGATORE DEL CALCIO ITALIANO (OLTRE OCEANO)

  1. * * *
    Travolgente presentazione di quest’uomo affacciato sulla lontana Caracas, stanco di resistere ma ancora fermamente disposto a giocare fino allo stremo anche i tempi supplementari. Ti ringrazio, mia cara Silvia, per questo gentile invito a varcare l’ingresso del formidabile tuo spazio comunicativo. Te ne sarò grato per il resto della mia vita…

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...