Alvise Cagnazzo: in auto sognando un certo Ragioniere e una frittata di cipolle…

Le regole sono un ottimo modo per farsi venire delle idee. Tutto quello che dovete fare è infrangerle“.
(Jack Foster)

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Credo che le menti brillanti sono quelle che inseguono le ECCEZIONI.

Che scompigliano le REGOLE.

O meglio, le ripensano per darle una nuova dignità, un nuovo scopo.

Una ulteriore conferma del mio pensiero l’ho avuta chiacchierando con Alvise Cagnazzo, pugliese, autore di libri e di format televisivi (oltre che corrispondente del tabloid britannico The Sun), nonché tifoso della Juventus che segue con fede si ma soprattutto con spirito critico.

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Alvise è autore de “Al Volante”, programma in onda sul canale barese Antenna Sud.

Mi incuriosisce sapere come è nata l’idea di intervistare personaggi del mondo dello sport e della cultura durante gli spostamenti in auto…

Stavo andando al lavoro – mi spiega – e fermo ad un semaforo ho letto sul muro di una vecchia casa una frase che mi ha colpito molto: “Ti compri la macchina per andare a lavorare”.

Li per li mi sono messo a ridere.

Però poi la cosa mi ha fatto riflettere.

E’ il destino di ogni lavoratore medio acquistare e spendere per andare, ironicamente parlando, in prigione, ossia al lavoro.

Così ho deciso di sovvertire questa regola e mi sono detto: “Prendo l’auto per registrare un programma tv”.

Ho pensato al format, l’ho depositato alla Siae e mi sono accordato con Antenna Sud. Colgo l’occasione per ringraziare l’editore Distante che ha mostrato da subito interesse per le mie idee e per il mio modo di pensare e di fare tv“.

Prima intervista in auto: a chi?

All’ex calciatore del Brindisi e del Genoa Mino Francioso. Con il quale tra l’altro mi feci una foto quando avevo tredici anni.

Dopo la fine della registrazione della puntata gli ho detto: “Ora questa fotografia dove sembri un tronista ed io un filosofo senza una lira me la devi autografare…” . 

Un’intervista emozionante.

Mino è il bomber più prolifico di tutti i tempi del Genoa, ha addirittura segnato più gol di Pruzzo in rossoblu”. 

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Seguo Alvise sui Social da diverso tempo; è ammirevole la sua capacità di dibattere e di discernere sui temi più svariati, non solo calcistici ovviamente, con competenza ma soprattutto con leggerezza, nell’accezione positiva del termine.

Una leggerezza intellettuale, così mi viene da definirla, sia che si parli di una start-up per snellire i controlli di prevenzione del cancro o di come arginare patologie di dipendenza varie, sia che si tratti di dissertazioni letterarie o politiche o delle implicazioni in campo della Var.

Un connubio, in effetti, che mi ricorda un uomo, famoso per aver impersonato un noto Ragioniere, che è particolarmente caro ad Alvise.

Se penso a quale sia stato il personaggio che ho intervistato e che mi ha maggiormente arricchito dal punto di vista umano non ho dubbi: Paolo Villaggio. 

Con lui si era instaurato un bellissimo rapporto, così come con il nipote Andrea ala uale ogni anno mandavo copie dei miei libri. 

Paolo era una persona di una profondità immensa, capace di innamorarsi anche di un dialogo se ritenuto alto, intelligente e sveglio. 

Le sue parole sono per me come la coperta di Linus.

Il mio rammarico più grande è quello di non essere mai riuscito ad intervistarlo di persona ma sempre solo in tante interviste telefoniche…”.

A proposito di personaggi che non ci sono più, chiedo ad Alvise chi vorrebbe intervistare.

“Senza dubbio Omar Sivori. Ho sempre sognato di mangiare una frittata di cipolle, della quale andava matto, insieme a lui...” risponde divertito.

Chiudo chiedendo ad Alvise perché proprio la Juventus.

Per me la Vecchia Signora del calcio italiano significa gioventù.

Può sembrare una contraddizione in termini ma non lo è.

Rappresenta quello che mi ha rubato il mio Paese, perché in Italia essere giovani è una condanna ma mi sono riscattato con lei e con il mondo del pallone“.

Come a dire dando un calcio e riuscendo a segnare una rete.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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