Dario Ghiringhelli: “Quando si è una pecora bianconera in famiglia…”

Cominciare una rivoluzione è facile, è il portarla avanti che è molto difficile“.
(Nelson Mandela)

24174404_10213098623014456_7196440480983909300_n.jpg

Unite una (piccola) rivoluzione alla tenacia e soprattutto alla resistenza ed otterrete le basi di una solida fede calcistica.

Mi è venuta in mente questa equazione  intervistando nei giorni scorsi Dario Ghiringhelli, professore di Scienze presso un liceo scientifico torinese e, tra le altre cose, conduttore del format Top Com sul canale Top Planet.

24176932_10213098622974455_1959281752749969281_n.jpg

Sono la pecora bianconera della famiglia – mi racconta  – mio padre e mio fratello hanno iniziato l’opera di persuasione per farmi convertire alla fede Granata  sin da piccolo, persino con un abbonamento allo stadio. 

Non sono riusciti a scardinare la mia devozione per la Juventus ma in compenso questa loro “interferenza” mi ha permesso di mantenere una certa sportività”.

La devozione di Dario è dovuta ad una folgorazione conseguente l’aver visto giocare “Le Roi” Platini, uno dei suoi miti calcistici.

Anche se indubbiamente il suo preferito rimane pur sempre Alex Del Piero e già solo a nominarlo gli si disegna in volto un sorriso estatico…

Ricordo uno dei momenti più belli che ho vissuto allo stadio,  la partita Juventus – Fiorentina nel 1994 con il gol di Del Piero, un colpo di destro che ha acceso il Delle Alpi…”.

Una magia che completò la rimonta dallo 0 – 2 al 3 – 2 che non a caso è stato eletto  dai tifosi  il gol  più bello dei 120 anni della Juventus.

E sempre a Del Piero è legato un altro momento molto emozionante, seppure con  una connotazione diversa: il  ritiro del campione, nel maggio del 2012.

Ricordo con precisione che ha lasciato la partita venti minuti prima che finisse, partita che ovviamente è proseguita ma i tifosi hanno smesso di seguirla, concentrati solo su di lui che continuava a fare il giro del campo…“.

Il calcio occupa una parte importante della vita di Dario; da quattro anni è redattore di “Spazio J” nel quale ha esordito con la rubrica “Le voci della Nord” in cui raccontava le partite vissute dalla curva; è la voce radiofonica di “Diario Bianconero” in onda su Radio Stella Piemonte; e uno degli opinionisti, come già detto, di Top Com.

24301396_10213098623094458_4413695855695628910_n.jpg

Opinionista ma soprattutto tifoso: “Nel tifo sono come nella quotidianità extra calcistica – precisa – cerco di essere sempre pro e mai contro; non concepisco ad esempio fischiare i propri calciatori nella sconfitta anche perché è impossibile vincere sempre. 

Sono 21 anni che ho l’abbonamento allo stadio e la cosa che maggiormente mi infastidisce è vedere i bambini imbeccati dai padri che insultano l’arbitro o gli avversari”.

Il calcio andrebbe condiviso e non fomentare “divisioni” insomma:

Si, come quella volta in Champions contro il Glasgow quando con  noi in curva c’erano i loro tifosi… tranquillamente e senza problemi“.

Quando lo dico io mi danno della sognatrice… ma non si dice forse che se si  sogna  da soli è solo un sogno ma se i sogni sono condivisi è la realtà che comincia?

 

 

 

 

 

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...