Benny Nicolini: “Quella volta che Moggi mi telefonò…”

Le parodie e le caricature sono le critiche più acute“.

(A. Huxley)

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C’è Ronaldo che cammina sulle acque, estatico come i tifosi quando assistono ad un suo dribbling dalle movenze di un tanghero o ad un suo gol che sbaraglia l’avversario.

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C’è Dybala, la Joya, ritratto in una vetrina di preziosi, come la “gioia” più blasonata tra le gemme di un noto gioielliere newyorkese.

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C’è Massimiliano Allegri protagonista quasi kafkiano di una metamorfosi che lo trasforma in un ghignante Joker.

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Una comicità pungente in punta di matita quella di Benedetto Nicolini, in arte Benny, caricaturista che coniuga l’irriverenza intelligente con l’arte del sorriso e che ha all’attivo collaborazioni con “Libero”, il “Guerrin Sportivo”, “Tutto Sport”, il “Corriere dello Sport”.  e un libro “Firmamento Juve” del quale è co-autore.

Con Benny, modenese di nascita, torinese d’adozione, tifoso bianconero sin dall’infanzia,  ho fatto una chiacchierata alcuni giorni fa.

Mia mamma è sempre stata una donna sportiva e assolutamente juventina – mi racconta – ha conosciuto anche Sivori quando lavorava in un’agenzia di assicurazioni.

Il mio primo ricordo calcistico risale a Pietro Paolo Virdis che vedevo sul Guerrin Sportivo anche se la mia prima Juve è stata  quella di Platini, la Juventus della raffica di vittorie in Coppa Italia, Campionato, Coppa dei Campioni, Coppa Uefa ecc.

La mia prima volta allo stadio risale al stagione 1985/86, Juventus – Lecce partita di andata vinta per 4 – 0 con doppietta di Platini e Aldo Serena.

Ho seguito Platini durante i mondiali del 1982 così come gli Azzurri gruppo del quale facevano parte diversi calciatori juventini come Scirea, Cabrini, Tardelli, Rossi, Gentile, Causio, Zoff.

In ogni caso se dovessi scegliere un mio podio ideale  per motivi affettivi direi Platini, Zidane, Vialli“.

Hai conosciuto qualche giocatore tra i tanti,  quasi tutti a dire il vero,  che hai ritratto?

Quando lavoravo in Armando Testa avevamo come cliente Birra Moretti che utilizzò Ciro Ferrara come testimonial; preparo la caricatura che piace così tanto a Ferrara che mi chiede il permesso di utilizzarla per l’inaugurazione della sua seconda pizzeria torinese. A distanza di qualche anno, Ciro mi contatta per chiedermi di disegnare per la Fondazione Cannavaro – Ferrara che si occupa di sostenere progetti sociali a favore dei bambini e dei giovani.

Rivedrò sia Ferrara che Cannavaro il 29 maggio 2005 in occasione dei festeggiamenti per lo Scudetto; io sono sotto il pullman scoperto, loro mi intravedono e si sbracciano per salutarmi. E’ stato emozionante condividere con loro questo momento di festa“.

Chiedo a Benny quale sia stata la sua più grande delusione calcistica…

Sicuramente la finale di Coppa dei Campioni del 25 maggio 1983 tra la Juventus e l’Amburgo, vinta dai tedeschi per 1 a zero. Una delusione doppia: per la sconfitta indubbiamente ma anche perché io ero in punizione e non ho potuto seguirla…

Delusioni più recenti sono state invece la finale di Coppa Uefa del 2003 persa contro il Milan e lo scudetto del 2001 che avevamo praticamente già vinto ma che abbiamo perso per la decisione di Collina di  fare giocare  Perugia – Juventus in in un campo impraticabile…“.

Tornando alle caricature, mi incuriosisce sapere da Benny se qualcuno dei protagonisti del calcio da lui ritratti ha fatto rimostranze sulla sua “reinterpretazione”…

Luciano Moggi, ad esempio; mi telefonò ed io li per li pensai ad uno scherzo; criticò una mia caricatura che lo riguardava su un settimanale sportivo chiedendomi di fare un restyling inserendo più capelli e rimpicciolendo la testa. Alla fine è durata due giorni e si è tornati a quella originale…“.

E complimenti invece?

Da Barzagli ad esempio.

E da Marchisio  – precisa ridendo – che aveva sull’armadietto il mio poster celebrativo per il secondo scudetto di Conte realizzato per Tutto Sport. Peccato che sulla pagina Instagram di Claudio esce proprio quella foto e di conseguenza il mio lavoro prima che fosse pubblicato… 
Quest’estate ho ricevuto anche una telefonata dal capo comunicazione della Sampdoria che mi diceva che il presidente aveva apprezzato la caricatura pubblicata dal Corriere dello Sport e avrebbe gradito l’originale“.

Come vive il tifo Benny?

“In passato ero scalmanato, molto fisico, molto accalorato; negli ultimi anni sono più tranquillo, oggi ogni tanto magari mi perdo a filosofeggiare, diciamo così, sulla panchina di Allegri…“.

E magari ad avere folgorazioni ed ispirazioni acute…