Il calcio femminile, un’opportunità contro i pregiudizi

Chiunque distrugge un pregiudizio, un solo pregiudizio, è un benefattore dell’umanità“.
(Nicolas Chamfort)

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Spingersi oltre gli stereotipi, alimentando una passione così forte e caparbia che va oltre i pregiudizi.

Questo è stato il leit motiv della presentazione ufficiale di mercoledì scorso di quello che vi avevo già annunciato, ossia la nascita della Fossano Calcio Women, prima scuola calcio femminile in Italia targata Juventus che aggiunge un ulteriore tassello alla sinergia tra la storica società fossanese e quella bianconera (infatti il Fossano Calcio da tempo è anche Scuola Calcio Juventus maschile).

Pregiudizi che sono sempre in agguato quanto si parla di calcio femminile, e hanno uno dei momenti più significativi, si fa per dire, nel 1933 quando a Milano nacque un gruppo calcistico femminile, poi stoppato perché ritenuto disdicevole giocare a calcio in sottana; intervenne persino il Coni che dirottò le calciatrici  verso sport più consoni.

Presente all’incontro Stefano Braghin, Head of Academy Juventus maschile e femminile: “Siamo fortemente convinti – ha spiegato nel suo intervento – che il calcio femminile è un’area di sviluppo importantissima ed arricchente per il calcio in generale. Non è un caso che la stessa Fifa ha lanciato una campagna ad hoc per la sua promozione. Un calcio femminile che grazie alle squadre di emanazione professionistica come quella Juventus, tra l’altro attualmente al primo posto nel Campionato, sta riportando in alto i colori nazionali tanto da poter arrivare alle fasi finali del Campionato del Mondo.

Scegliere il calcio femminile non è semplice. E’ andare controvento.
Ma questo implica che alla base ci sia una forte motivazione che va alimentata e sostenuta”.

Un dato significativo: in Italia le calciatrici tesserate sono 23.000; in Germania 300.000. La strada nel nostro Paese si direbbe ancora lunga…

Crediamo molto nell’agonismo e nelle sue implicazioni sociali – ha concluso Braghin – così come nel favorire il reclutamento sul territorio. Ovviamente decentrando per permettere a tutte le bambine interessate ad iniziare un percorso sportivo di accedervi”.

Rita Guarino, allenatrice della Juventus Woman, ha sottolineato come la visibilità sia un elemento forte che contribuisce a cambiare l’opinione comune: “E questo implica riuscire ad avere maggiori riconoscimenti e maggiori opportunità per le nostre atlete. Molte bambine faticano a trovare spazio e realtà nelle quali identificarsi. Per questo conta molto il giusto atteggiamento e una cultura capace di abbattere i pregiudizi”.

“Quella del Fossano calcio è una scelta dettata dall’intenzione di far crescere il calcio in rosa anche a Fossano – spiega Roberto Calamari del Fossano Calcio –  per questo ci siamo messi al lavoro da mesi per intraprendere un percorso di scuola calcio a stretto contatto con la Juventus come già accade per l’Accademy maschile. Non vogliamo bruciare le tappe, ma è nostra intenzione fare di Fossano un polo del calcio femminile”. 

Alla conferenza stampa erano presenti anche due calciatrici della Juventus Woman, la centrocampista Aurora Galli e il difensore Lisa Boattin che vedete immortalate con Rita Guarino e me nella fotografia.

La Scuola Calcio Juventus femminile presso la società calcistica fossanese partirà il prossimo luglio con vari appuntamenti di Open Day.

In bocca al lupo!

Ancora una volta sono una debuttante in uno stadio…

La memoria è un presente che non finisce mai di passare“.
(Octavio Paz)

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Passare.

Prestate attenzione a questo verbo e alla sua duplice valenza.

Passare come lasso temporale, ma anche passare come “transitare davanti a“.

Sono nata e vissuta sino a pochi anni fa a Fossano, cittadina che un ex sindaco (molto amato per essere un fine intellettuale ed un altrettanto fine burlone…)  definiva la città delle P: panettoni (per la produzione massiccia di aziende leader del settore), pneumatici (ormai inghiottiti dalla crisi), pappagalli (protagonisti di una pittoresca rassegna  ornitologica nazionale), porci (con i nostri  70.000 suini degli allevamenti della zona).

Come chi mi legge sa, sino a un anno e mezzo fa il calcio ed io eravamo totalmente e reciprocamente disinteressati.

Di conseguenza non sono mai entrata allo stadio fossanese, nato nel primo dopoguerra ed intitolato alcuni anni fa ad Angelo Pochissimo, attaccante e blasonata stella del calcio locale degli anni 50/60 approdato poi nel Venezia (in Serie A) e prematuramente scomparso appena quarantenne.

Stadio inaugurato ufficialmente nel 1948, con un’amichevole contro il Torino, entrata negli annali della storia locale.

In questo stadio gioca la squadra locale, il Fossano Calcio appunto, nata nel 1919.

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Tra quelle mura e quegli spalti, su quel campo verde, in prossimità della rete per cercare un gol, o in centrocampo per arrestare l’avanzata degli avversari, o ancora sotto la rete dell’altra squadra per impedire punti a loro favore, sono cresciuti i sogni di tanti ragazzini con la divisa dalla maglia azzurra, dopo  una sorta di apprendistato con i primi calci all’oratorio o nei cortili delle scuole; alcuni di loro sono diventati dei campioni, come Sandro Cois, centrocampista del Torino, della Fiorentina, della Sampdoria… Altri, recentemente, sono andati a rimpinguare le fila delle Primavere di Torino e Juventus.

Era inevitabile, per tanti motivi, che varcassi anche io i cancelli del “Pochissimo”.

Così, qualche giorno fa, da perfetta debuttante ho fatto il mio ingresso in… società (calcistica ovviamente…!!!).

In una giornata nella quale non erano previsti allenamenti, tantomeno partite.

Eppure, nel silenzio della struttura, ho avvertito come una sorta di frenesia, non so bene se imputarla al pensiero del vociferare, del tifo, della passione calcistica immagazzinati li da decenni; o se per la mia emozione di scoprire un mondo che avevo a portata di mano e che ora comprendo.

Sto diventando un pò troppo sentimentale… 🙂

In effetti sono andata allo stadio soprattutto per avere qualche informazione da Michele Mignacca, assessore allo Sport del Comune di Fossano, e da Roberto Calamari del direttivo della Società calcistica fossanese, a proposito di un’iniziativa di rilievo nazionale che potrò dettagliarvi meglio dopo la conferenza stampa ufficiale del 15 marzo.

Posso anticiparvi comunque che, considerata l’ottima sinergia del Fossano Calcio con la Juventus (che ha permesso alla società locale di attivare al suo interno da tempo una Scuola Calcio Juventus),  nei prossimi mesi diventerà effettiva un’altra Scuola Calcio Juventus a Fossano, dedicata questa volta al calcio femminile, la prima a livello nazionale.

Un settore in crescita esponenziale quello del “pallone rosa”, nonostante le disparità (economiche) e certi luoghi comuni difficili da abbattere che ancora ci sono tra il calcio maschile e quello femminile.

Il calcio femminile è stato per lungo tempo considerato dilettantistico, alla stregua di un intrattenimento senza nessuna valenza agonistica.

Nella realtà ci sono donne, atlete vere e proprie, calciatrici di livello,  che non hanno solo la testa nel pallone, come me, ma anche e soprattutto i piedi.

E che piedi!